Il saggio indaga l’intertestualità e il dialogo tra le culture nell’opera di Dante Alighieri e di Alisher Navoiy, mettendo a confronto due progetti poetici che fondano canoni nazionali senza rinunciare alla dimensione universale. In Dante, la Commedia intreccia Bibbia, classici latini e tradizione scolastica per costruire un itinerario etico-politico in volgare. In Navoiy, la Khamsa e i trattati poetologici elaborano modelli persiani (Nizami, Jami) e motivi sufi in lingua chagatai, elevata a strumento letterario pieno. Il saggio esamina: 1) forme di citazione, riscrittura e appropriazione; 2) la figura dell’autore-pedagogo; 3) lingua e identità culturale (De vulgari eloquentia Muhakamat al-lughatayn); 4) il tema del viaggio come dispositivo conoscitivo. Ne emerge un umanesimo plurale, capace di mediare tra universale e locale
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