L’articolo indaga le convergenze tematiche e formali tra la letteratura uzbeka del XX secolo e il realismo italiano novecentesco (con attenzione al neorealismo letterario). Dopo un inquadramento storico (dal passaggio dal chagatai all’uzbeko moderno e
dall’affermazione del romanzo con A. Qodiriy fino al realismo socialista sovietico), si mettono in luce tre assi comparativi: 1) rappresentazione del quotidiano e delle comunità locali; 2) etica dell’impegno e funzione sociale del testo; 3) uso di registri linguistici vivi e di tecniche narrative sobrie. Casi di studio (Qodiriy, Qahhor, Hoshimov / Pavese, Vittorini, Fenoglio, Ginzburg) mostrano parallelismi di poetica più che influenze dirette, anche alla luce delle diverse costrizioni politico-editoriali nei due sistemi letterari.
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